06/05/2009

Quanto gioco e quanto vinco a Poker Online?

Prima di iniziare questo nuovo post volevo consigliarvi una poker room del tutto gatutita: POKERCLUB Lottomatica , che ha anche la concessione dei monopoli di stato. L'iscrizione è gratuita e si può giocare ai tornei di allenamento (gratuiti dove non si vince nulla) e ai tornei freeroll (dove si vincono soldi veri).

Vi segnalo che Better-Lottomatica non distribuisce più bonus primo deposito a chiunque, ma solo a chi dispone del codice promozione. Il mio suggerimento è quello di registrarsi, effettuare il deposito, ed inserire il codice promozione aggiornato presente nelle stesse pagine Better-Lottomatica:

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Sarò un pazzo, sarò un sognatore, sarò semplicemente un magnifico fannullone, ma voglio vivere giocando e vincendo a poker online.

Ormai è una fissazione!
A poker me la cavo, me la sono sempre cavata e nonostante, nel poker online ci sia l’handicap dato dall’assenza fisica degli avversari, gioco da prima che attivassero il gioco a soldi e i risultati sono soddisfacenti.

Vinco, ma per il momento non abbastanza.

Da quando il gioco vero è stato istituito, gioco in media un paio d’ore 4 volte a settimana e riesco a incassare, tra tornei vinte e quelli persi massimo 150/200 € a settimana.

Premetto che non gioco mai pesante, raramente in tavoli dove il buy in è superiore ai 20€. Gioco più o meno ogni tipo di partita. Dagli heads up, ai tornei fino a 1000 partecipanti. Porò quest’ultimi tendo ultimamente ad evitarli perchè durano troppo ed il calcolo delle probabilità li rende particolarmente ostici.

Ultimamente però, dando un’occhiata a delle statistiche che ho elaborato e forse un giorno rivelerò, ho fatto una piccola scoperta. Sembrerebbe che ho sviluppato un metodo vincente. Ho iniziato a testarlo oggi ed i primi risultati sono entusiasmanti!

Spero di non dovermi svegliare presto da quello che sembra un sogno che si sta avverando!

05/05/2009

Meglio il Poker online che dal vivo

Prima di introdurre questo nuovo post, vi voglio segnalareuna nuova poker room SISAL POKER, ottima per i neofiti e i più esperti,  con iscrizione gratuita e  tornei di allenamentofreeroll gratuiti che consentono di vincere soldi veri.

Mi ero riproposto di non giocare tornei live per un po’, in quanto, oltre ad essere molto frustrante se non capitalizzi le occasioni propizie, mi toglieva tempo prezioso che potevo utilizzare guadagnando con il gioco online…il mio vero posto di lavoro!
Durante il 2008 era mio intento giocare piu’ tornei internazionali rispetto all’anno precedente, dove mi ero affacciato alla ribalta grazie ad un buon piazzamento al main event delle World Series of Poker.
Ero stato contattato da alcune poker room interessate a sponsorizzarmi per gli eventi internazionali di poker ma alla fine per vari motivi la cosa era venuta meno.
Ora, grazie a Gioco Digitale, posso tornare a giocare qualche torneo di rilievo senza dover sentire i costi proibitivi dei tornei con buy in maggiore.

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Essendo nato come giocatore online tengo a preferire questa disciplina rispetto al live, in quanto secondo il mio parere offre maggiori vantaggi che vado ad elencare:
1.Multitablare
Giocando molti tavoli in contemporanea riesci ad aumentare il tuo profitto orario disputando un maggior numero di tornei (io apro di solito dagli 8 ai 10 tavoli alla volta, preferendo comunque farlo per poche ore consecutive, al fine di non avere cali di concentrazione).

2.Continuita’ di azione
Puoi giocare a qualsiasi ora tu preferisca sia tornei che sit and go, cosa che ti sarebbe difficile fare live.

3.Comodità
Puoi restare comodamente seduto e rilassato a casa tua ascoltando musica mentre giochi, senza i rumori e le chiacchere dei tornei live che invece disturbano la concentrazione.

4.Selezione dei tavoli e buy-in
Spesso giocando live non sono disponibili posti a sedere, oppure le partite sono di un buy in troppo alto rispetto al tuo portafoglio; online puoi selezionare le partite migliori vedendo i nomi dei tuoi avversari (sui quali magari hai scritto qualche nota) ma soprattutto puoi selezionare il buy-in.

5.Software migliore dei dealer live
Puoi vedere all’istante quando tocca a te nella mano e la grandezza del pot senza dover fare affidamento su dealer che spesso sono incapaci e lenti mentre online le mani vengono mischiate istantaneamente senza perdite di tempo. Tutto è automatico e standard!

04/05/2009

Barbie Poker

barbie.jpgPrima di iniziare questo nuovo post volevo consigliarvi una poker room del tutto gatutita: POKERCLUB Lottomatica , che ha anche la concessione dei monopoli di stato. L'iscrizione è gratuita e si può giocare ai tornei di allenamento (gratuiti dove non si vince nulla) e ai tornei freeroll (dove si vincono soldi veri).

Non invecchia e non è morta. La Barbie ritornerà. Parola di Nicoletta Bazzano, ricercatrice di Storia moderna presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università degli Studi di Teramo. Alla Bambola per eccellenza, lei che ne contesta il modello, ha dedicato un libro: "La donna perfetta. Storia di Barbie".

Qual è il segreto di questo successo?
"Incarnava una bambola adulta. Le bambine potevano finalmente giocare con una più grande di loro, comandarla, vestirla secondo il proprio gusto, quello che non sempre coincideva con quanto imponevano loro i genitori. Potevano così essere madri della propria madre".

Barbie affascina ancora?
"Oggi le bambine non sono più attratte da Barbie. Non piace perché è una bambola tanto carina quanto incapace. La sua bellezza non basta più. Le Winx, ad esempio, a differenza sua, fanno magie, fanno qualcosa. Insomma, non sono un mero corpo. Il limite della bambola Mattel sta proprio nella sua perfezione. Lei fa tutto senza perdere le caratteristiche originarie, dalla casalinga all'astronauta, dalla figlia dei fiori alla donna manager. Questo la rende un modello inarrivabile".

Nicoletta Bazzano giocava con la Barbie?
"Certo. Purtroppo ne ho avuta una soltanto perché mia madre la pensava un po' all'antica in proposito e la mia unica Barbie mi venne regalata. Era un'Italia completamente diversa, i genitori stavano ancora attenti affinché i bambini non dovessero avere ogni cosa desiderassero, a mantenere sospeso qualche desiderio. Anche nelle famiglie medie, i bambini non venivano sommersi di giocattoli come oggi".

Difficile dimenticarla:
"Le 40enni di oggi fanno ancora i conti con questa bambola, perché ci hanno giocato all'età di 8-9 anni, quando ad un giocattolo ci si affeziona. Adesso le bambine se ci entrano in contatto lo fanno quando hanno 3-4 anni e a quell'età non si pensa alla piscina, al camper. Non si ha ancora l'istinto del collezionista".

C'è posto nel 2009 per la Barbie?
"In 50 anni ha fatto un percorso circolare.  Nasce come giocattolo per adulti (anche un po' osceno).  Adesso i bambini che ci giocavano sono cresciuti e si sono trasformati in collezionisti. Non è la prima volta che tramonta. Negli anni '70, durante il femminismo, la Barbie è messa sotto accusa. Nel decennio precedente, infatti, era una bambola per i benestanti, per i medio borghesi. E proprio da queste classi verranno fuori le femministe più convinte, quelle che la criticheranno. La Mattel inizia allora una strategia di mercato che rende la Barbie più accessibile per le classi più povere".

Il suo successo dunque è dovuto anche al marketing:
"Indubbiamente ha giocato molto la pubblicità, che allora si faceva non in tv ma sul Topolino ed era veramente descrittiva, nel senso che ti insegnava a desiderare qualunque cosa facesse parte del mondo rosa di Barbie: il camper, il cavallo, la macchina, la piscina. Così i bambini imparavano a giocare e soprattutto conoscevano il consumismo. Si impone, ma non inventa nulla. Interpreta dei valori già condivisi. I giocattoli vincenti non sono mai completamente innovativi, perché corrono il rischio di spaventare i genitori".

Adesso ha compiuto 50 anni,  ma non si vede:
"Barbie deve essere un sogno. Ha l’età in cui sei tanto grande da poterti sposare, da poter realizzare ogni desiderio. Anche Ken è stato pensato in funzione di lei, sembra quasi un suo accessorio. Non è un caso che sia anche più basso".

C'è un po' di Barbie in ognuna di noi?
"Non era una bambola come tante altre, era La Bambola. Da una parte ha rappresentato uno stimolo. Era il modello di donna che doveva realizzarsi, ambire ad una propria indipendenza. Ha però trovato il suo limite maggiore nella perfezione asfissiante. Riuscire in tutto senza imperfezioni e sbavature non è umano. L'eredità di Barbie, mi ha fatto notare Giovanna Potenza, professoressa di semiotica all'Università di Bologna, è nell'estetica contemporanea, nelle foto ritoccate delle modelle. Su riviste, calendari, il modello Barbie rimane".

E' dunque indistruttibile?
"Una mia amica una volta decise di trovare un modo per renderla brutta. Scoprì che il suo punto di forza era la coscia, così lunga e perfetta. Pensò allora di accorciarla, ma non riuscì a romperla, perché la plastica delle Barbie tradizionali è talmente dura che non si taglia nemmeno con una sega.  Lei ce la fa. È la donna detestabilmente perfetta e rinascerà".

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